Disturbo post-traumatico da stress, per combatterlo arriva l’ecstasy in farmacia

 
Si allunga la lista delle sostanze stupefacenti utilizzate come veri e propri farmacia a patto che vengano utilizzate correttamente e sotto stretto controllo medico. . Dopo la ketamina contro il disturbo bipolare e l’alcolismo, l'LSD per combattere l'ansia, è arrivato il momento anche per l'ecstasy, definita dalla Food and Drug Administration (FDA) americana una “terapia rivoluzionaria” contro la sindrome da stress post traumatico (PTSD). Un disturbo psichiatrico sofferto da chi abbia vissuto o assistito a forti eventi traumatici, come quelli che accadono in guerra o in atti di terrorismo.
Nei test condotti finora l'ecstasy, utilizzata insieme alla psicoterapia, si è dimostrata in grado di eliminare la connessione tra piccoli stimoli sensoriali (come un odore o un suono), e il ricordo traumatico che scatena spesso le reazioni psicotiche. Assumendo piccole quantità della sostanza durante le sedute i soggetti possono così rievocare e rielaborare il ricordo.
«Fino ad ora – spiega Rick Doblin, fondatore del consorzio – 107 persone che avevano sofferto per quasi 18 anni di PTSD sono state trattate in test di fase 2, e dei 90 ancora reperibili 12 mesi dopo il trattamento 61 non avevano più il disturbo».
 

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